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Posts Tagged ‘londra’

(Video: Moritz Oberholzer, Musica: Ratatat – “Double Pipes”)

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bizarre

Su consiglio di amici io e dave siamo andati a vedere una mostra un po’ particolare al British Museum.

Grayson Perry, l’artista che vedete anche nel filmato qui sopra, ha raccolto vari oggetti della collezione del museo e li ha esposti insieme a una serie di sue opere.

Arazzi, ceramiche, sculture di ferro o legno contemporanee sono esposte accanto a manufatti antichi di civiltà lontane nel tempo e nello spazio. I temi sono interessanti, la realizzazione eccellente e in generale la mostra è godibilissima.

Io e dave ci siamo divertiti e appassionati in particolare ad alcuni pezzi. All’uscita abbiamo fatto un pensiero sull’acquisto del catalogo della mostra, ma abbiamo rinunciato un po’ per il prezzo un po’ per l’ingombro e il peso fisico che avremmo dovuto portarci dietro fino al rientro a casa.

Nei giorni successivi ho cercato notizie su Grayson Perry, sul suo orso Alan Measles e sulla mostra. Sono quindi finita su un blog del British Museum in cui bastava lasciare un commento ad uno specifco post per partecipare all’estrazione di un catalogo della mostra autografato dall’autore…

… e ho vinto. Così pochi giorni dopo mi è arrivato a casa un bel catalogo con la firma del geniale e bizzarro Grayson Perry!

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deadline

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partenze

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well

Quando arrivai a Londra per formalizzare l’iscrizione al master e ritirare la tesserina che mi avrebbe permesso di accedere al campus, ero reduce da un tour de force massacrante tra esami dell’ultimo momento, ricerca della casa, richiesta di aspettativa a lavoro e via dicendo.

Arrivai con buon anticipo alla scuola, mettendomi diligentemente in fila con le altre ‘matricole’: una fila così ordinata che aveva proprio il sapore dell’Inghilterra…

La procedura di immatricolazione fu rapida e tutta l’operazione fu gestita con estrema efficienza e cortesia (sicuramente complice anche il fatto che fossi tra i primi della fila). Quando mi consegnarono la tesserina con il nome, la foto e il simbolo della scuola, il signore che me la porgeva mi strinse anche la mano e mi disse:

“Welcome to the LSE”

La stanchezza dei giorni precedenti e la paura che qualcosa negli ultimi preparativi frenetici potesse essere andato storto, si trasformarono in un enorme sollievo di fronte a quelle parole.

Un anno poi è passato anche troppo in fretta: 12 mesi pieni di cose nuove, tanto studio, paura di non essere all’altezza, ma soprattutto del piacere di essere con dave in una splendida città a fare una cosa che mi ha appassionato moltissimo.

Tuttavia si sentivano storie di fallimenti, ci si scontrava con giudizi severi, compagni che si facevano prendere dal panico o persone che all’altro estremo sembravano terribilmente sicure di sé. Un po’ di apprensione per il risultato del master, insomma, ce l’avevo.

Poi tutto è finito, sono tornata in Italia e aspettavo con trepidazione l’e-mail che mi avrebbe comunicato l’esito finale degli esami e della tesi. Alla fine è andato tutto molto bene, meglio di quel che immaginavo e di quel che osassi sperare nelle lunghe notti su libri e articoli.

Alla cerimonia di laurea, il momento in cui uscivo definitivamente dalla scuola, ho stretto la mano al Direttore che come a chiudere un cerchio immaginario mi ha detto:

“Well done”

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london

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