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Posts Tagged ‘inglese’

alice/4

Alla fine il momento di vedere Alice in Wonderland di Tim Burton è arrivato. Non è il film “definitivo” che in fondo speravo, ma è stata indubbiamente una visione molto piacevole e il tempo è passato troppo in fretta.

Devo confessare qualche difficoltà di comprensione della strana lingua parlata dal Cappellaio Matto (pare che Johnny Depp si sia ispirato a tratti all’accento scozzese di questo personaggio) e di conseguenza qualche battuta persa per strada.

Per il resto va bene così. È anche un’ottima scusa per rileggere il libro, questa volta con tutta la forza della lingua orginale.

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scadenze

L'Urlo, Edvard Munch 1893

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mezzi

Finché ho studiato all’università italiana mi sentivo come l’autista di un tir: il tir era il mio cervello e andava riempito piano piano di roba da portare a destinazione, presa da un magazzino enorme che doveva essere svuotato per intero, senza lasciare indietro nemmeno una scatolina da bigiotteria.

Quando arrivavo a destinazione, ovvero a fare l’esame, il tir era pieno zeppo, tanto da scoppiare: andavo lì, svuotavo tutto e ripartivo per un altro carico.

Adesso mi trovo con questa specie di autotreno vuoto e tremila magazzini pieni di cose: io vorrei iniziare da uno e svuotarlo, portare tutto a destinazione e ricominciare da capo.

Ma no: qui ti dicono che devi entrare in un posto, scegliere due tre cose in brevissimo tempo e via, scappare subito nel traffico convulso verso quello successivo.  A destinazione arrivi con uno zainetto pieno di poche cose importanti, ma devi ricordarti anche la strada che hai percorso e quali magazzini hai visitato.

E qual è il problema, direte voi?

Il problema è che io sono ancora alla guida di quell’enorme, lento tir… e mi servirebbe una vespa!!!

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traduzione

L’altro giorno ho comprato un romanzetto breve, di cui mi avevano parlato in termini incoraggianti e che mi sembrava divertente. Così l’ho preso senza pensarci troppo su: ho pensato che sarebbe stata una lettura di evasione piacevole e leggera.

Ma nonostante le ottime premesse mi sono interrotta a metà libro. Forse in quei giorni ero un po’ esigente e suscettibile per motivi miei, forse – come capita spesso – non era il momento giusto per leggerlo, tuttavia la forma del testo m’infastidiva troppo per andare avanti.

Poi tornando in libreria ho avuto modo di prendere in mano il testo in lingua originale, e sono arrivata alla conclusione che l’uccisione del romanzetto è avvenuta per mano del traduttore italiano. E ben mi sta, visto che sarebbe bastato spostarsi di un paio di scaffali per trovare la versione inglese, che magari non sarà un capolavoro, ma almeno sembra più scorrevole… Poor Firmino!

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