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Posts Tagged ‘incontri’

amarcord

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volare

Ultimamente prendo spesso l’aereo da sola. È diventata una routine faticosa ma all’interno della quale cerco di trovare i miei spazi e tutti i possibili aspetti positivi.

Come per i viaggi in treno, le attese in aeroporto e il volo ti regalano tempo per la lettura, un pisolino e un po’ di musica; ormai sono così abituata da muovermi senza troppa apprensione e tantomeno impazienza per il viaggio.

Specialmente dopo essermi precipitata all’aeroporto in auto subito dopo l’uscita dall’ufficio, avrei solo bisogno di rilassarmi e lasciarmi guidare dalla catena di montaggio del volo Ryanair: controllo sicurezza – controllo passaporti – imbarco – decollo – eccetera.

E invece no, perché la tranquilla procedura d’imbarco è funestata dalla presenza del tipico italiano in modalità vacanziera. Le sue caratteristiche principali sono l’incapacità di formare una fila degna di questo nome e di tacere quando opportuno.

Riguardo alla fila, non m’interessa salire sull’aereo prima o dopo gli altri: mi accontenterei di poter procedere in modo ordinato all’imbarco – continuando a leggere, ad esempio – senza dovermi preoccupare della famiglia Furbetti che mi si affianca con nonchalance e cerca di superarmi, evidentemente convinta che così facendo riuscirà ad arrivare a destinazione prima di me…

“Davvero, Signori Furbetti, se mi state leggendo: chiedetemi pure di cedervi il posto, non c’è problema. Ma per favore, non crediate di essere più furbi solo perché non vi pesto un piede con il tacco della scarpa mentre vi insinuate tra me e la scaletta dell’aereo: semplicemente vi considero senza speranza.”

L’altra caratteristica, dicevo, è l’incapacità di tacere. C’è bisogno di lamentarsi delle regole d’imbarco della Ryanair dall’inizio della coda fino alla fine del volo? Di continuare a parlare ostentatamente a voce alta anche durante la dimostrazione di sicurezza?

“Cara Signora Logorrea, se mi sta leggendo: non importa che faccia sapere a tutto l’aereo quanto si sente oltraggiata dalla politica ‘un solo bagaglio a mano’ della compagnia aerea. E mi creda: la sua voce è così orribilmente acuta e il suo accento così fastidioso da rendere la sua conversazione insopportabile anche per pochi secondi, figurarsi per un volo intero.”

È possibile che queste osservazioni inducano i più a considerarmi una terribile misantropa; ma con il tempo sto riuscendo a minimizzare l’impatto di questi personaggi sul mio volo e a cercare di goderne gli aspetti positivi. Devo dire che il sonno pesante e le cuffie nelle orecchie aiutano molto.

“Un’ultima cosa, Amici Tamarri, se mi state leggendo: la prossima volta che vi trovate una compagna di viaggio pallida e con i capelli chiari che viaggia da sola, risponde in inglese alle hostess e legge un libro dal titolo a voi incomprensibile, evitate apprezzamenti da osteria sul suo fondoschiena. Perché magari sono io. E parlo italiano.

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apocalisse

Lunedì mattina mentre stavo andando in ufficio di corsa come al solito, mi si è avvicinata una signora: “Scusi”, mi ha detto. “Prego”, ho risposto.

Era una signora sulla settantina, con i capelli grigi e un vestito in stile nonna italiana. Poverina – ho pensato tra me e me – avrà perso la strada, magari cerca l’ospedale qui vicino per andare in visita a qualche parente. Allora nonostante la fretta mi sono fermata.

Ma non avevo capito niente: la signora non voleva un’indicazione stradale e mi porgeva un librettino che parlava dell’apocalisse e delle orribili torture cui sarei andata incontro se mi fossi fatta cogliere impreparata.

Pur apprezzando lo sforzo inumano profuso per salvarmi da dannazione eterna il lunedì mattina prima delle 8, ho risposto “ehm, no grazie”. Poi mi sono chiesta se c’è qualcuno che riesce a convertirsi prima di fare colazione.

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