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bizarre

Su consiglio di amici io e dave siamo andati a vedere una mostra un po’ particolare al British Museum.

Grayson Perry, l’artista che vedete anche nel filmato qui sopra, ha raccolto vari oggetti della collezione del museo e li ha esposti insieme a una serie di sue opere.

Arazzi, ceramiche, sculture di ferro o legno contemporanee sono esposte accanto a manufatti antichi di civiltà lontane nel tempo e nello spazio. I temi sono interessanti, la realizzazione eccellente e in generale la mostra è godibilissima.

Io e dave ci siamo divertiti e appassionati in particolare ad alcuni pezzi. All’uscita abbiamo fatto un pensiero sull’acquisto del catalogo della mostra, ma abbiamo rinunciato un po’ per il prezzo un po’ per l’ingombro e il peso fisico che avremmo dovuto portarci dietro fino al rientro a casa.

Nei giorni successivi ho cercato notizie su Grayson Perry, sul suo orso Alan Measles e sulla mostra. Sono quindi finita su un blog del British Museum in cui bastava lasciare un commento ad uno specifco post per partecipare all’estrazione di un catalogo della mostra autografato dall’autore…

… e ho vinto. Così pochi giorni dopo mi è arrivato a casa un bel catalogo con la firma del geniale e bizzarro Grayson Perry!

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guanto

Quando nel 1996 uscì l’album Prendere e lasciare di De Gregori, tra le mie preferite ci fu subito “Un guanto”.

Mi godevo la storia surreale di questo guanto che parte da una pista di pattinaggio, traversa il mare i cui flutti si trasformano in rose e finisce dopo altre peripezie “in quel quadro infinito dove Psiche e Cupido governano insieme”.

Tuttavia avevo la piena convinzione che ci fosse qualcosa che mi sfuggiva.

Purtroppo 15 anni fa internet non era il pozzo profondissimo che è adesso e non mi venne nemmeno in mente che qualche informazione potesse venirmi da lì.

La canzone quindi rimase bella e incompresa, o almeno non compresa fino in fondo.

Riascoltando quell’album poco tempo fa, mi è tornata la curiosità di approfondire l’origine delle immagini e della storia del guanto.

Il pozzo di internet in questo caso mi è venuto egregiamente in aiuto e mi ha fatto scoprire l’esistenza di una serie di incisioni di Max Klinger: Parafrasi del ritrovamento di un guanto.

Le immagini di Klinger aderiscono quasi perfettamente a quelle che avevo nella testa ascoltando la canzone; diciamo che ne sono la versione in bianco e nero.

Consiglio l’ascolto della canzone insieme alla visione delle incisioni.

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